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Harada Roshi

Primavera 2014


Laprimavera citata nel poema non fa riferimento alla stagione dellaprimavera. Si riferisce, piuttosto, a quello stato risvegliato dellamente che arriviamo a conoscere gioiosamente. Dobbiamo realizzarequello stato sereno della nostra mente interiore, che ci aiutaprofondamente. Che è anche un luogo dove non vi è più alcuna ideadi ottenimento o non ottenimento, o che esista qualcosa di buono ocattivo, illuminato o non risvegliato. Per questo dobbiamointensificare il nostro voto più profondo in modo da sperimentare erealizzare questo potere - conoscere questa primavera oltre ognidualismo e conoscere quella mente chiara e luminosamente rivelata.

Ilmondo della natura limpida, che non ha idea di cosa ci sia tra coseche sembrano differenti, come illuminazione e ignoranza, ottenimentoe non ottenimento. E quando siamo oltre questo, allora siamorealmente capaci di cavalcare questo eccezionale cavallo, il famosocavallo. Siamo su un cavallo superiore, non un asino lento, ma uncavallo che corre solo al vedere l'ombra di una frusta. E questocavallo starà, dopo essere stato utilizzato pienamente, a sud dellamontagna dove potrà vivere in pace.

Abbiamoqueste parole: “Il cavallo è stato ricondotto a sud del MonteKasan.” E queste parole vengono da un tempo nella storia della Cinadove c'era un paese, un regno, chiamato Regno In. Al Regno In, allafine della sua era, subentrò il Regno Shu. Questo successe perchél'imperatore del Regno In era oltremodo egoista e irresponsabile eviveva nel lusso esigendo tasse dal popolo, che viveva in condizioniterribili. Provarono e riprovarono a liberarsi di questo imperatoreegoista e lussurioso, ma non furono capaci di farlo. Provavano afarlo cadere ed egli rispondeva violentemente finché, alla fine, lapersona che poi divenne il capo del Regno Shu, Taiboku, fu in gradodi sconfiggere l'imperatore del Regno In, ma dovette usare laviolenza per riuscirci.

Ilnuovo imperatore fu un imperatore di gran lunga migliore. Mentresembrava che stesse pescando, non aveva alcuna esca nell'amo.Pescava solamente per riuscire a guardare dentro, in profondità.Questo imperatore molto saggio del Regno Shu, che subentrò al RegnoIn, fu quello che disse queste parole: “Ricondurre il cavallo a suddel Monte Kasan.”

Sebbenel'imperatore del Regno Shu non volesse usare la violenza persubentrare al Regno In, fu necessario farlo perché il capo di quelpaese non cedeva e il popolo stava soffrendo molto per questo.L'imperatore del Regno Shu dovette usare cavalli, mucche, qualsiasicosa nella guerra contro il capo del Regno In. Quel che l'imperatoredel Regno Shu voleva più di ogni cosa era ricondurre i cavalli a sudin modo che non ci fossero più guerre. E per questo disse quelleparole.

Questastoria appartiene alla storia della Cina, ma per metterla in paroleZen: “Chi è che, comunque, può privarci della libertà?” NelloZen non c'è nessun nemico esterno, c'è solo l'ego interiore.Proprio come quel capo del Regno In, proprio come se piombasse daquell'imperatore egoista e amante del lusso; se siamo ancora pienidi ego allora siamo come quel capo egoista e violento del regno diIn. Non siamo diversi. Siamo senza pace. Dobbiamo ricondurre queicavalli a sud del Monte Kasan. Ricondurre la miccia dentro di noi perdiventare cavalli pacifici; per tornare alla più autentica pace delrisveglio e realizzare nella nostra vita quotidiana la serenità diquella pace vera.

DaitoKokushi, il fondatore del grande tempio di Daitoku-ji, fu risvegliatoa 25 anni. Il suo maestro, Nanpo Jomyi Zenji, in quel periodo, lomandò a maturare per 20 anni prima di andare nel mondo come maestro.Fino ad allora visse con un gruppo di mendicanti sotto il ponte,durante il giorno, e di notte sedeva in zazen nelle montagneorientali di Kyoto. Divenne un maestro Zen eccellente e realizzato.

Eglidiede il koan Eshu di Nangaku, che parla dello stato della mente –questo, tra tutti i koan, è di livello molto avanzato. Sia NangakuEjo Zenji che Seigen Gyoshi Zenji ricevettero la trasmissione dalSesto Patriarca e tra loro due lo Zen fiorì in Cina. Un discepolo diNangaku Ejo Zenji fu il grande Baso Doitsu Zenji.

Dopoche Baso Doitsu Zenji lasciò il suo maestro, per trent'anni il suomaestro non lo sentì. Ma il suo maestro sentì di lui e sentì dallagente che cosa stava facendo Baso Doitsu Zenji. Baso Doitsu Zenji nonincontrò il suo maestro per trent'anni. E così Nangaku Ejo Zenjimandò uno dei suoi monaci superiori a chiamare Baso Doitsu Zenji.Nangaku Ejo Zenji disse al discepolo di andare al tempio dove BasoDoitsu insegnava e, non appena Baso Doitsu Zenji fosse salitosull'alta piattaforma per parlare, il discepolo avrebbe dovuto diresolamente: “Com'è?” Al monaco fu detto di fare precisamentecosì.

QuandoBaso Doitsu salì sulla piattaforma, il discepolo chiesesemplicemente: “Com'è?” E Baso Doitsu Zenji rispose: “Per 30anni, non mi sono mai mancati il sale e la salsa di soia.” Per inostri pasti dobbiamo avere sale e salsa di soia così che abbiano unsapore intenso. Ma ciò di cui stava parlando Baso Doitsu non erano ipasti che mangiamo per il nostro nutrimento fisico. Stava parlando diuno stato della mente che mai e poi mai aveva abbandonato.

Peruna persona di Zen, questo significa che aveva ricevuto il Dharma,che non è in grado di essere smosso da nulla in ogni singola partedella propria vita quotidiana. Il discepolo, che era stato mandato daNangaku Ejo Zenji a fare visita a Baso Doitsu Zenji, scrisse tuttociò e lo riportò a Nangaku Ejo Zenji. Nell'udire le parole dettein quel contesto, Nangaku Ejo rispose che Baso Doitsu Zenji eraadesso pienamente risvegliato. Questo è il cuore del koan.

Aquesto koan Daito Kokushi diede la risposta che, anche se Baso Doitsuaveva detto che non gli era mancato il sale, gli avrebbe dato ancora3.000 o 800 colpi. Queste potrebbero essere parole eccellenti, ma inpiù Daito Kokushi disse che egli doveva ricevere ancora il bastonetante volte, per non adagiarsi su quella realizzazione e che BasoDoitsu Zenji doveva conoscere anche quello stato della mente cheviene portata via. E allora, solo allora, le parole del cavallocondotto in campi pacifici sarebbero state appropriate e fissate.

C'èun verso della canzone dell'illuminazione, scritta dal quartopatriarca, che dice: “Non hai visto la persona pigra della via? Chenon insegue più pensieri e attaccamenti.” In questo modo, dobbiamocercare e chiarire fino al punto dove non siamo più usati dai nostripensieri estranei. Anche se quei pensieri sono lì, non siamo loroschiavi. . Vivendo la nostra vita quotidiana, donando tutto allanostra vita di ogni giorno, ma senza essere smossi da quel che ciaccade.

Nellavita di oggi abbiamo l'opportunità di essere vivi. E se questa nonci è data, nel momento in cui ciò accade, allora moriamo.Semplicemente moriamo. Noi riceviamo la vita di ogni giorno e ognicosa viene con questa. E se no, allora moriamo. Sapere questo èconoscere veramente lo Zen. E quindi possiamo capire il significatodi “Non hai visto la persona pigra della via? Che non insegue piùpensieri e attaccamenti.” Non essere attaccati all'ottenimento oa qualunque altra cosa succeda.

Equesto è cosa Daito Kokushi, che con le sue parole confermòprofondamente la comprensione di Baso Doitsu Zenji, disse inoltre:“Questa mente, questo è Buddha.” Ricondurre l'eccellentecavallo al pascolo tranquillo a sud del Monte Kasan, poi può avereluogo il vero risveglio. Come disse il Maestro Hakuin: “Per chi haveramente sentito il suono di una mano sola, ogni singola cosa eglifaccia è colma di verità. Per chi non ha ancora sentito il suono diuna singola mano, niente di ciò che fa è veritiero.”

Dobbiamorisolvere questo attraverso la nostra percezione ed esperienzaprofonda e liberare il nostro stato mentale in questo immenso statomentale che abbraccia tutto. Questa è la nostra aspirazione. Un votonon può essere piccolo e angusto. Così come sembra immenso edifficile, prendere l'impegno risoluto che realizzeremo e vivremoin questa pace più vera.

Lamia preghiera profonda per tutti è questa: che faremo questo votoche ci permetterà di realizzare lo stato mentale del cavallosuperiore che sa stare libero sui campi meridionali a sud del MonteKasan.



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