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The problem is that people do not know their place of return...
Harada Roshi

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Una mente naturale e in salute, libera da idee fisse, è come uno specchio. In uno specchio, prima che appaia l'oggetto riflesso, non è presente nulla, e nulla resta dopo che l'oggetto va via. L'oggetto non vi aggiunge niente quando compare e non sottrae niente quando se ne va. Non importa cosa sia l'oggetto, non lascia lo specchio più pulito o più sporco. La percezione immediata della “mente diretta” è simile. La coscienza funziona in questo modo solo quando è in uno stato di vera consapevolezza, aperta alla propria verità interiore.

La mente in questo stato è libera dall'impulso di pensare, ma questo non significa che non pensa. Questo concetto viene spesso frainteso. Fermare semplicemente il processo del pensiero è una specie di blackout mentale. A volte alcuni studenti mi dicono: “Non sto pensando!” Questo va bene se la mente naturalmente si ferma in silenzio, ma se il flusso di pensiero è stato semplicemente soppresso, non è che una rimozione di sé, è come spegnere la luce della coscienza. Non è di alcuna utilità nella vita quotidiana. E' possibile, ovviamente, fermare il pensiero ordinario attraverso una intensa pratica di concentrazione seduti, come un funambolo che sta focalizzato su cosa sta facendo esclusivamente quando cammina sulla corda, ma ritorna al suo solito modo di pensare una volta che l'esibizione è finita. Una pratica Zen di questo tipo è falsa, conduce ad una sorta di doppia vita dove la mente è messa a tacere durante zazen e lasciata libera di vagare il resto del tempo. I due aspetti della vita finiscono per essere scollegati, con la pratica che non funziona al di là dei confini della sala di meditazione.

Zazen non è una soppressione concentrata del pensiero, ma piuttosto una consapevolezza talmente aperta che non rimane invischiata in idee e non ha bisogno di pensare se non è necessario. Nel suo stato di coscienza naturale è qualcosa che fluisce, come l'acqua, che diventa cattiva se ristagna. Un pensiero analitico può essere necessario per considerare qualcosa da un punto di vista accademico, ma nella vita di ogni giorno è solitamente di ostacolo.

Piuttosto che cercare di sopprimere il modo ordinario di pensare, questo va reindirizzato in modo che la mente non insegua più l'attività mentale che sgorga naturalmente dalla coscienza. Come dice il maestro Zen Rinzai: “ Non continuare i pensieri che sono già sorti e non lasciare che quelli che non sono ancora sorti sorgano. Fare solo questo avrà molto più valore che dieci anni di pellegrinaggio”.



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