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Harada Roshi

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Maha Prajna Paramita Hridaya Sutra

Quando il BodhisattvaAvalokitesvara praticando profondamente Prajna Paramita percepì chei cinque skandha nella loro essenza sono vuoti si salvò dallasofferenza.

O Shariputra, la forma non èaltro che vuoto, il vuoto non è altro che forma. Ciò che è forma èvuoto, ciò che è vuoto è forma. Lo stesso può dirsi dellasensazione, del pensiero, degli impulsi e della coscienza.

O Shariputra, tutti i Dharmasono caratterizzati dal vuoto, essi non sono nati, non sono morti,non sono contaminati né puri, non aumentano e non decrescono. Perciònel vuoto non vi è forma, né

sensazione, né percezione, néimpulsi, né

coscienza, né occhi, néorecchie, né naso, né lingua, né corpo, né mente, nè colore, nésuono, né odore, né gusto, né tatto, né oggetti mentali, névisione finché giungiamo a nessuna coscienza mentale. Nienteignoranza, né estinzione di essa finché giungiamo dove non c'èvecchiaia né morte né estinzione di esse. Né sofferenza, néaccumulazione, né annientamento, né via, non vi è conoscenza, néconseguimento, quando non c'è nulla da ottenere.

Nella mente del Bodhisattva chedimora nel Prajna Paramita non vi sono ostacoli. Senza ostacoli nonc'è paura e andando lontano dalla delusione dimora nel Nirvana.Tutti i Buddha del passato del presente e del futuro affidandosi aPrajna Paramita raggiungono la più alta e perfetta illuminazione.

Perciò sappiate che PrajnaParamita è il grande mantra, il mantra della grande saggezza, ilmantra più alto, il mantra incomparabile che può placare ognisofferenza ed è vero non è falso: così proclamiamo Prajna Paramitamantra il mantra che dice:

Gyate, gyate, paragyate,

parasamgyate, bodhi svaha!



Prefazione alla raccolta dei discorsi del Maestro ZenRinzai della provincia di Chin (gassho)

Sulla cima del monte Obakuconobbe il bastone doloroso.

Poté usare il pugno sullecostole di Taigu.

“Nonna loquace!”. “Piccolodiavolo che bagni il letto!”.

“Questo pazzo, tira due voltei baffi della tigre”.

In una gola rocciosa piantò deipini, un punto di riferimento per le generazioni future.

Lavorò la terra con la zappa;gli altri furono quasi sepolti vivi.

Avendo riconosciuto il giovane,Obaku si schiaffeggiò proprio sulla bocca.

Partendo, Rinzai voleva bruciareil sostegno per il braccio; metterà a tacere le lingue di chiunque.

Se non fosse andato nel Kanan,sarebbe tornato nel Kahoku.

Il suo tempio sovrastaval'approdo del vecchio traghetto; egli trasportò i viaggiatorioltre il fiume.

Sorvegliò il punto vitale delguado come una scarpata alta diecimila spanne.

Eliminando l'uomo e gliambienti, modellò e formò studenti eccellenti.

Con i Tre Stati e i Tre principifondamentali, foggiò e temprò monaci dalle vesti nere.

Egli è sempre a casa eppureeternamente sulla via.

Il vero uomo senza rango entròed uscì dal viso.

I monaci delle due salegridavano nello stesso modo, ma ospitante e ospitato erano evidenti.

Illuminazione ed azione sonosimultanee, fondamentalmente prive di un avanti e un dietro.

Uno specchio di fronte a unaforma, una valle vuota che riecheggia un suono.

Rispondendo meravigliosamente inqualsiasi direzione, non lasciò traccia dietro di sé.

Raccogliendo la sua tonaca,viaggiò verso il sud, e poi si stabilì nel Daimei.

Koke lo prese come maestro e loassistette nella Sala Orientale.

Usando ancora la brocca di ramee la ciotola di ferro, chiuse la sua stanza e mise fine alle sueparole.

Mentre i pini invecchiavano e lenuvole oziavano, trovò una contentezza sconfinata in sé stesso.

Non era rimasto seduto a lungodifronte al muro quando la trasmissione segreta si avvicinò allafine.

A chi fu trasmesso il veroDharma? Si estinse raggiungendo l'asino cieco!

Ora il vecchio En di Engaku haintrapreso il compito di diffondere questo testo.

E' stato esaminato e corretto,per cui non contiene alcun errore o confusione.

C'è ancora un grido inarrivo; ha bisogno di un ulteriore riflessione: studenti Zen cheavete l'occhio per vedere, vi prego di non sfruttare questo testo.

Prefazione compostarispettosamente il giorno della festa di metà autunno, nell' annoSenna dell'era Koshi.


La canzone dello Zazen di Hakuin Zenji

(gassho)

Tutti gli esseri senzienti sononell'essenza dei Buddha. Come l'acqua ed il ghiaccio, non c'è ilghiaccio senza l'acqua, al di fuori degli esseri senzienti non cisono Buddha.

Non sapendo quanto sia vicina laverità, la cerchiamo lontano, che peccato! Siamo come chi, in mezzoall'acqua, grida disperatamente assetato. Siamo come il

figlio di un uomo ricco che vagatra i poveri.

La ragione per cui trasmigriamoattraverso i Sei Reami è perché siamo persi nell'oscuritàdell'ignoranza. Vagando sempre di più nell'oscurità, come possiamomai liberarci da nascita e morte?

Per quanto riguarda la praticaMahayana dello zazen, non ci sono parole per lodarla abbastanza.

Le Sei Paramita come dare,rispettare i precetti e varie altre buone azioni come invocare ilnome di Buddha, il pentimento e la pratica spirituale, tutte alla fineritornano alla pratica dello zazen. Anche coloro che si sono sedutiin zazen per una sola volta vedranno cancellato tutto il Karma. Innessun luogo troveranno vie del male e la Terra Pura non saràlontana.

Se ascoltiamo anche una solavolta con il cuore aperto questa verità e poi la lodiamo e laabbracciamo volentieri acquisiremo innumerevoli meriti.

Volgendo lo sguardo dentro di sée riconoscendo direttamente la propria natura si comprende che lapropria natura è non-natura. Saremo allora andati ben al di làdella vana speculazione.

La porta dell'unità di causa edeffetto si aprirà e non-una non-due si aprirà dritta la Via.

Realizzando la forma dellanon-forma

come forma sia andando cheritornando saremo nello stesso posto.

Realizzando il pensiero delnon-pensiero come pensiero, cantando o danzando saremo la voce delDharma.

Com'è vasto e senza ostacoli ilcielo del Samadhi! Com'è scintillante e chiara la luna delle QuattroSaggezze !

Cos'altro dobbiamo cercare inquesto momento ?

Dal momento che l'eterna pacedella Verità ci si rivela proprio questo luogo è la Terra del Lotoe questo corpo, il corpo del Buddha.




Il voto del Bodhisattva di Torei Zenji

(gassho)

Discepoli,

quando osservo umilmente la veranatura delle cose, tutto non è altro che la manifestazionemeravigliosa della verità del Tathagata.

Atomo dopo atomo, istante dopoistante, tutto non è altro che la sua misteriosa radiosità.

Per questo motivo i nostrivirtuosi antenati estesero la loro cura amorevole e rispetto persinoverso quegli esseri come gli uccelli e le bestie.

Come possiamo noi non essereumilmente grati per il cibo, le bevande e gli abiti che ci nutrono eci proteggono lungo tutto il giorno.

Essendo queste cose nell'essenzala pelle calda e la carne dei grandi maestri, la compassioneincarnata di Buddha.

Se è così perfino per glioggetti inanimati, quanto di più dovremmo essere gentili e grativerso gli esseri umani, anche quelli che sono sciocchi.

Sebbene diventino nostrigiurati nemici, mettendosi in rivalità con noi e perseguendoci,dovremmo considerarli come manifestazioni di Bodhisattva, che nellaloro grande compassione stanno impiegando abili mezzi per aiutarci ademanciparci dal karma peccaminoso, che abbiamo prodotto duranteincontabili kalpa attraverso la nostra preconcetta visione incentratasu noi stessi.

Se risvegliamo in noi stessiquesta fede profonda e pura, offrendo parole umili e prendendorifugio sincero nel Buddha, allora con ogni pensiero sboccerà unfiore di loto, ognuno con un Buddha.

Questi Buddha fonderanno TerrePure ovunque e riveleranno la radiosità del Tathagata proprio sottoi nostri piedi.

Possiamo noi estendere questamente attraverso l'universo, così che noi e tutti gli esserisenzienti possiamo egualmente fare fruttare i semi della saggezza.



Gli esseri senzienti (gassho)

sono innumerevoli,

faccio voto di liberarli.

I desideri sono inesauribili,

faccio voto di porvi fine.

I Dharma sono senza fine,

faccio voto di impararli.

La via di Buddha èinsuperabile,

faccio voto di realizzarla.


La canzone per il risveglio di Dai E Zenji

(gassho)

La nostra unica preghiera è diessere risoluti nella decisione di darci completamente alla via diBuddha, in modo che non sorga nessun dubbio per quanto la stradapossa sembrare lunga. Di essere leggeri e comodi nelle quattro partidel corpo; di essere forti e non scoraggiati nel corpo e nella mente;di essere liberi da malattie e di scacciare sia depressione chedistrazione; di essere liberi da calamità, sfortuna, influenzenocive e ostruzioni; di non cercare la Verità fuori da noi stessi,così da prendere subito la via giusta; di non essere attaccati atutti i pensieri in modo da arrivare alla mente perfettamente chiarae luminosa del Prajna e ottenere l'immediata illuminazione nellaGrande Materia.

Così riceviamo la trasmissionedella profonda saggezza dei Buddha per salvare tutti gli esserisenzienti che soffrono nel circolo di nascita e morte.

In questo modo offriamo lanostra gratitudine per la compassione dei Buddha e dei patriarchi.

Un'altra preghiera è di nonessere estremamente malati o sofferenti nel momento della dipartita,di sapere del suo arrivo sette giorni prima così da poterrasserenare la mente nell'abbandonare il corpo e non essereattaccata alle cose nell'ultimo momento in cui torniamo alla MenteOriginale nel reame della non nascita e della non morte e ci fondiamoinfinitamente nell'intero universo, di manifestarci come tutte lecose nella loro Vera Natura e con la grande saggezza dei Buddha dirisvegliare tutti gli esseri alla Mente di Buddha. Offriamo questo atutti i Buddha e Bodhisattva Mahasattva del passato, del presente edel futuro nelle dieci direzioni e al Maha Prajna Paramita.



SUTRADEI PASTI

Prima dei pasti

MahaPrajna Paramita Hridaya Sutra

Quando il Bodhisattva Avalokitesvara praticandoprofondamente Prajna Paramita percepì che i cinque skandha nellaloro essenza sono vuoti si salvò dalla sofferenza.

O Shariputra, la forma non è altro che vuoto, il vuotonon è altro che forma. Ciò che è forma è vuoto, ciò che è vuotoè forma. Lo stesso può dirsi della sensazione, del pensiero, degliimpulsi e della coscienza.

O Shariputra, tutti i Dharma sono caratterizzati dalvuoto, essi non sono nati, non sono morti, non sono contaminati népuri, non aumentano e non decrescono. Perciò nel vuoto non vi èforma, né sensazione, né percezione, né impulsi, né coscienza, néocchi, né orecchie, né naso, né lingua, né corpo, né mente, nècolore, né suono, né odore, né gusto, né tatto, né oggettimentali, né visione finché giungiamo a nessuna coscienza mentale.Niente ignoranza, né estinzione di essa finché giungiamo dove nonc'è vecchiaia né morte né estinzione di esse. Né sofferenza, néaccumulazione, né annienta-mento, né via, non vi è cono-scenza, néconseguimento, quan-do non c'è nulla da ottenere.

Nella mente del Bodhisattva che dimora nel PrajnaParamita non vi sono ostacoli. Senza ostacoli non c'è paura eandando lontano dalla delusione dimora nel Nirvana. Tutti i Buddhadel passato del presente e del futuro affidandosi a Prajna Paramitaraggiungono la più alta e perfetta illuminazione. Perciò sappiateche Prajna Paramita è il grande mantra, il mantra della grandesaggezza, il mantra più alto, il mantra incomparabile che puòplacare ogni sofferenza ed è vero non è falso: così proclamiamoPrajna Paramita mantra il mantra che dice:

Gyate, gyate, paragyate,

parasamgyate, bodhi svaha!

Le5 riflessioni

Primo, riflettiamo profondamen-te sul nostro sincerosforzo e sugli sforzi di coloro che ci hanno portato questo cibo.

Secondo, che noi possiamo vivere in un modo che ci rendadegni di riceverlo.

Terzo, quello che è più essenziale è la praticadell'attenzione che ci aiuta a trascendere avidità, rabbia eillusione.

Quarto, apprezziamo questo cibo che mantiene la buonasalute di corpo e mente.

Quinto, accettiamo questo cibo per realizzare ilrisveglio della Mente Pura di tutti gli esseri.

Versodei 3 morsi di cibo

Il primo morso è per tagliare tutte le illusioni.

Ilsecondo morso è per mantenere chiara la nostra mente.

Il terzo morso è per liberare tutti gli esserisenzienti.

Che tutti possano realizzare la via di Buddha.


Dopo i pasti

Versodell'offerta dell'acqua

L'acqua con la quale laviamo le nostra ciotole ha ilgusto del nettare del paradiso.

La beviamo per la miriade di esseri di tutti i regniaffinché possano essere sazi e soddisfatti.

Versodopo la colazione

Dopo aver finito la colazione, preghiamo affinché tuttigli esseri possano attuare i compiti intrapresi ed essere realizzaticon i Dharma di Buddha.

Versodopo pranzo/cena

Dopo aver finito il pranzo/la cena, la nostra forzafisica è pienamente ristabilita. Il nostro potere si estende soprale dieci direzioni e attraverso i tre periodi e siamo forti.

Nel far girare la ruota del Dharma non lasciamo che visi sprechi alcun pensiero.

Possano tutti gli esseri raggiungere la vera saggezza.


Pasti PDF here

Sutra PDF here



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